Cortina

Cortina è un EP che vuole essere un breve, ma significativo manifesto della musica prog.
L’intento iniziale era quello di abbattere quelle barriere, sia musicali che mentali, che ci portano ad ascoltare e a scrivere musica che si rifà sempre a standard tradizionali e oramai obsoleti. Partendo da questo presupposto, si è deciso di abbandonare le tradizionali chitarre di stampo grindcore e metal e di rendere il tutto più crudo e viscerale con l’utilizzo di una batteria vera, di un violino e di un vecchia pedaliera per organo.


Categorie ,

Descrizione

Cortina è un EP che vuole essere un breve, ma significativo manifesto della musica prog.
L’intento iniziale era quello di abbattere quelle barriere, sia musicali che mentali, che ci portano ad ascoltare e a scrivere musica che si rifà sempre a standard tradizionali e oramai obsoleti.
Partendo da questo presupposto, si è deciso di abbandonare le tradizionali chitarre di stampo grindcore e metal e di rendere il tutto più crudo e viscerale con l’utilizzo di una batteria vera, di un violino e di un vecchia pedaliera per organo.
Un passo in avanti rispetto a quanto fatto fino ad ora, ma con un occhio rivolto al passato, quando nella musica si cercavano nuovi linguaggi e nuovi modi per esprimersi attraverso un uso innovativo di strumenti tradizionali.
I dieci brani sono a volte brevissimi, dalle melodie stranianti e poco sviluppate, senza fronzoli, andando dritti al punto e cercando l’essenza del messaggio musicale nello stesso modo in cui era stato concepito l’album di esordio, in modo diretto e, a suo modo, violento.
I titoli delle composizioni sono un chiaro omaggio a Demetrio Stratos, noto cantante degli Area che, attraverso i suoi esperimenti vocali, ha dimostrato al mondo della musica le potenzialità nascoste della voce umana, andando a scoprire (o riscoprire) delle caratteristiche timbriche che la rendono qualcosa di diverso dal semplice strumento melodico che noi conosciamo.
La foto di copertina, raffigurante il Trampolino Italia di Cortina d’Ampezzo, vuole rappresentare da un lato quella sorta di salto nel vuoto affrontato scrivendo e registrando questi brani, dall’altro la maestosità delle strutture architettoniche abbandonate che sono diventate parte integrante di luoghi un tempo incontaminati, come fossero cicatrici indelebili che ci ricordano quanto la mano dell’uomo abbia avuto un peso determinante per le sorti di questo pianeta.
Il disco è stato pubblicato in vinile (100 copie one-side), cassetta e CDr il 20 ottobre 2017 da Dischi Bervisti.